Siamo donne udi che hanno in comune l’appartenenza all’associazione e condividono un progetto.
UDIcheSIAMO ruota intorno ad una idea semplice e insieme complessa:
usare la dimensione virtuale per promuove un incontro reale.
Questa esperienza è aperta anche a donne non iscritte, come è nella tradizione dell'unione donne in italia.
Creato 17 Maggio 2012 Scritto da UDIcheSIAMO

 

Attraverso questo sito, e con il blog prima, abbiamo voluto gestire in modo adulto e responsabile una transizione, annunciando fin da subito il nostro progetto: andare insieme verso una piazza.

 

La Piazza delle donne che siamo.

 

A questo appuntamento ci siamo preparate per tempo. Lo dice la cura messa in questo sito; lo dicono gli scritti pieni di pensieri che aspettano solo di essere dipanati e  l’uso accorto delle immagini, sempre opere di donne.

 

L’attenzione alle immagini non è stata una scelta solo estetica, ma anche politica. Facendo politica, abbiamo capito quanto le immagini nutrono il pensiero, soprattutto nella nostra civiltà.  Andare insieme in piazza è anche questo: un autoscatto. E’ riconoscere il bisogno di  fisicità alle nostre relazioni, rinominandole.

 

Il nostro sarà un rito collettivo di rigenerazione, quel giorno lasceremo a casa i simboli,comprese le bandiere dell'Udi e stop femminicidio. Ma non lasceremo a casa temi portanti della nostra politica come il lavoro o la violenza; parleremo con parole nuove.

 

Ci mostreremo con un "abito nuovo", appropriato alla politica che vogliamo fare e al  drammatico momento storico che attraversa il nostro paese.

 

Occorre una declinazione altra dei rapporti uomo/donna, in privato come in pubblico, ma non accadrà senza azioni mirate. Il nostro obiettivo rimane una democrazia condivisa che assuma il corpo fertile delle donne come il corpo che fa ordine.

 

“Il corpo umano è uno dei simboli più importanti dell’Europa antica. Dalla nostra moderna prospettiva culturale, si tende spesso ad accostare la nudità all’eccitazione sessuale”. […] – mentre – “l’arte molto sofisticata del neolitico mette in scena, accentuando la nudità femminile, una sessualità naturale e sacra dimenticata dalla cultura moderna”. (Le dee viventi, Marija Gimbutas, Medusa editore, 2005)

 

Non a caso abbiamo scelto come simbolo della nostra piazza la dea serpente, immagine femminile senza tempo, non caratterizzata etnicamente. Solo andando così indietro nei millenni si incontra una civiltà che non conosce l’oscenità come concetto che coinvolge il corpo femminile o quello maschile.  

 

Tuttavia noi viviamo in questo tempo che massacra i corpi di donne e di bambini, allora   noi - donne nate qui e altrove - occupiamo lo spazio pubblico proprio il 2 giugno  per  dire  che  siamo cittadine a tempo indeterminato. Che la res-pubblica ci riguarda.

 

Questa è una ricorrenzasignificativa per l’Italia, ma anche per noi: il  2 giugno del 1946 le donne italiane votarono per la prima volta.

 

Il 2 giugno del 2007 l’Udi ha avviato la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee Elettive perché da quel primo voto del 1946  le donne sono ancora escluse dai luoghi dove si decide.

 

Il 2 giugno del 2009, nel suo lungo viaggio attraverso tutte le Regioni italiane, l’Anfora della Staffetta di donne contro la violenza  sulle donne, arrivava a Torino.  Le donne  che avevano in carico la tappa del Piemonte scrissero al Presidente della Repubblica, al Sindaco, al Prefetto per chiedere “di essere presenti con l’Anfora sul palco d’onore insieme ai rappresentanti della Repubblica. Accogliere l’Anfora sul palco è un modo per riconoscere l’apporto significativo delle donne dell’UDI nella costruzione della Repubblica Italiana e la continuità e l’impegno delle donne tutte nella costruzione del nostro vivere civile”. L’Anfora salì su quel palco.

 

Quest’anno saremo a Pesaro.

 

Ci troveremo in Piazzale Collenuccio sabato 2 giugno, dalle 14:00 alle 20:00. La serata si concluderà nella sede dell’Udi in via Martini, 27.

 

Con questo evento si conclude la nostra gestazione. Abbiamo consapevolmente costruito uno spazio “sospeso” dove ciascuna potesse pensarsi, condividere, raccontare, mostrare. Chiudiamo così, armoniosamente, ed è cosa rara. Immaginare un progetto collettivo, avviarlo, realizzarlo è un passo avanti. Immaginarne la conclusione sono due passi avanti. UDIcheSIAMO saluta con le parole di Carla Lonzi quante hanno collaborato e ci hanno seguito. E’ un arrivederci.

 

“Il femminismo non è solo rabbia, denuncia, ma anche autocoscienza e liberazione, è tutto l’arco, tutte le fasi di un processo: il risultato è sempre la scoperta si sé, ma l’essere in un processo invece che in un altro modifica la civiltà.
Si, lo so, è come scoprire un pezzo di cielo dietro le nuvole; c’è sempre l’azzurro, ed è sempre uguale, ma d’altra parte il cielo è così, infinito, infinite sono le nuvole che lo tengono al di là, e infiniti sono i tempi e gli esseri umani, allora fanno questa rotazione sull’uguale”. [Carla Lonzi - Taci, anzi parla. Diario di una femminista. - 1978 - Pag. 213]

 

INFO:

Chi intende partecipare con un contributo (opere, poesie, testimonianze, performance…) deve comunicarlo all'Udi di Pesaro che ha la responsabilità della regia e della scaletta.  Donne di Pesaro - dell’Udi e di gruppi che partecipano all’iniziativa - si stanno generosamente attrezzando per ospitare e dare indicazioni per il pernottamento.

 

Scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

scarica il volantino

 

 

 

 
Creato 26 Aprile 2012 Scritto da UDIcheSIAMO

MANFREDONIA 24 aprile

Le donne UDIcheSIAMO si sono ritrovate nuovamente in piazza del Popolo per sensibilizzare le coscienze, le menti e i cuori alla tematica della violenza sulle donne.

Lo slogan “una donna sola e una vittima, insieme diventiamo testimoni di un crimine contro le donne” ha inteso significare l’importanza della relazione, della vicinanza e della solidarietà, indispensabile quando una donna viene colpita e segnata da una esperienza così devastante a causa della quale rischia di rimanere sola ed emarginata, e altrettanto fondamentale se l’obiettivo vuol essere anche quello di farsi ascoltare nelle sedi politiche e istituzionali.

Il primo sit in era stato organizzato a Manfredonia e in numerose altre piazze italiane il 13 aprile,   data scelta perché quel giorno, dopo tanti rinvii, ripartiva il processo per lo stupro di gruppo (a carico di 8 ragazzi) ai danni di una quindicenne commesso a Montalto di Castro.

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Creato 25 Aprile 2012 Scritto da UDIcheSIAMO

Sabato 2 giugno 2012 andiamo in piazza come le donne che siamo diventate, consapevoli delle contaminazioni e degli spostamenti che la politica delle donne ha prodotto in questi anni. Occupiamo lo spazio pubblico con forme nuove per rendere visibile il paese che vogliamo; il paese che ci sarà.

Mostriamoci con le nostre differenze nei modi che ciascuna trova più congeniali: poesia, scrittura, pittura, performance…

 

Troviamoci a Pesaro sabato  2 giugno
in Piazzale Collenuccio dalle 14.00 alle 20.00

 

La piazza è aperta a tutte le donne interessate, chi vuole partecipare scriva entro il 20 maggio una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. in cui descrive brevemente come intende partecipare il 2 giugno. La piazza è apartitica.

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Creato 20 Aprile 2012 Scritto da Valentina Sonzini

Vania Chiurlotto di recente mi ha invitata a non considerare la decrescita come unica prospettiva possibile di risposta al nostro stare nel mondo del lavoro come donne in questo momento di crisi.
Mi sono quindi risolta ad ammettere che una mia certa prospettiva progressista di sinistra mi aveva fatto mancare la centratura della questione in chiave possibilista capitalista. Rimango dell’idea che il capitale ha perso quell’appeal dirompente che aveva fatto intravedere - nei decenni Ottanta e Novanta del Novecento - il consumo come unica prospettiva possibile di crescita.
A margine non posso comunque disconoscere che l’essere cresciute in un tempo fatto di risposte finanziarie a domande di crescita e sviluppo, non ha prodotto in molte di noi le sollecitazioni necessarie ad accostarsi a temi di economia alternativa. O, meglio, una cultura di massa a senso obbligato ha indotto necessità capziose associandole a bisogni inconsistenti. E di questa modalità di intendere l’esistere abbiamo prevalentemente continuato a farne parte.
Preso atto di questo, dobbiamo necessariamente riconoscere il senso di libertà e di possibilità offertoci da una crescita smisurata e insostenibile.
Riparto da qui; senza quindi rinnegare un vissuto che mi è proprio e che mi ha garantito possibilità di movimento, di azione, di espressione di una me privilegiata da una dimensione di welfare state.
Ma riparto appunto da qui sentendo il peso della responsabilità di un ripensamento che - come ho sostenuto nel mio precedente contributo – riesca ad esprimere un pensiero economico al femminile per poter parlare “con voce di donna” di lavoro.

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Creato 17 Aprile 2012 Scritto da Milena Carone

Ripubblichiamo il testo di Milena Carone del 20 Aprile 2009 perchè  siamo SEMPRE convinte che 50E50 non è solo un fatto di numeri, ma assunzione di responsabilità  verso noi stesse come cittadine e verso la democrazia.

REFERENDUM E TERREMOTI

Nel 1978 – trentuno anni fa – un primo referendum per eliminare il finanziamento pubblico dei partiti politici ebbe esito negativo. L’affluenza fu dell’81,2%, ma “solo” il 43,6% dei votanti votò SI.

Quindici anni dopo, nel 1993, il secondo tentativo andò a buon fine: l’affluenza fu del 77% ed il 90,3% dei votanti votò SI. Erano i tempi di Tangentopoli e gli italiani sembravano stufi di alcune cose. Dopo quello che fu definito un vero e proprio terremoto per il sistema dei partiti, questi ultimi iniziarono una lenta ma progressiva fase di ricostruzione; in effetti, chi più chi meno, tutti i commentatori – compresi quelli di alcuni partiti – concordano sul fatto che la cosiddetta Casta si è data un gran daffare per ricostruire assetti e prebende, da quel 1993.

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Creato 03 Aprile 2012 Scritto da UDIcheSIAMO

UDIcheSIAMO: il 13 aprile INSIEME testimoniamo del crimine più diffuso contro le donne

COMUNICATO STAMPA                                                  PERCHE' IN PIAZZA il 13 APRILE

ROMA: UDIcheSIAMO.org ore 19,00 Piazza Montecitorio (tra via della colonna Antonina e l’obelisco)
MODENA: UDI Modena, ore 19,00 presso sede Udi in Via del Gambero, 77
PARMA: Piazza Garibaldi ore 19,00
MESTRE: UDI Venezia Mestre ore 18,30 davanti al Municipio di Via Palazzo a Mestre
ROVIGO: P.zza VIttorio Emanuele II, davanti al Comune,18.30 fino a 19.30
M
ASSA: davanti al teatro Guglielmi
BRINDISI: Via Nazario Sauro, ex parco della Rimembranza, ore 19.30
LECCE: Via S. Trinchese angolo Via Cavallotti, ore 19.00
MANFREDONIA: Piazza del Popolo
GUSPINI: Associazione Femminile di Volontariato "XConoscereXFare",Piazza XX Settembre, ore 19.00

TRIESTE: Fontana del Viale XX Settembre, ore 19.00
PALERMO: Piazza Pretoria, ore 19.00

PESARO:
Presidio presso la sede UDI (via Martini, 27) dalle ore 18.30 in poi, le luci della nostra sede saranno tutte accese fino a tardi e le porte aperte a tutte le donne che vogliono testimoniare e vigilare sul processo che si terrà, guardando il film documentario "Processo per stupro" del 1979 diretto da Loredana Rotondo perchè vogliamo ricordarci come un processo per stupro, fino a non molti anni fa, trasformava la donna da vittima in inquisita! 
Domani consegneremo al sindaco della nostra città una LETTERA affinchè all'interno dell'ANCI, anche a nome delle donne della città, prenda posizione rispetto al sindaco di Montalto di Castro chiedendone l'espulsione perchè non degno di rappresentare le donne del Comune di cui è primo rappresentante. Questa iniziativa può essere ripresa dalle donne interessate nei confronti dei sindaci delle proprie città.
GENOVA:
l'UDI Genova 25 novembre 2008 invita le donne e gli uomini a scendere virtualmente in piazza, sostituendo la propria foto sul profilo facebook con quella del centro provinciale antiviolenza di Genova. http://video.repubblica.it/edizione/genova/il-centro-antiviolenza-rischia-la-chiusura/79858?video
BENEVENTO: l'associazione Il Salotto delle Donne parteciperà all'iniziativa prevista per il 13 aprile, accendendo lumini all'interno della libreria Edicolè dove sarà impegnata con la presentazione del libro Non è un paese per donne
L'AQUILA messaggio di solidarietà:
Ciao a tutte vi scriviamo dall'Aquila, nonostante nella nostra città non ci sia in programma un vero e proprio sit-in, cercheremo per quanto possibile di divulgare i motivi della vostra iniziativa a cui vogliamo esprimere la nostra adesione e far sentire che L'Aquila non è indifferente. 
Siamo perfettamente consapevoli del silenzio assordante che circonda la violenza sulle donne e sappiamo che questo silenzio è una delle principali cause di questo fenomeno agghiacciante: perció ben venga qualsiasi iniziativa volta a romperlo.
Sappiamo anche, l'abbiamo visto nella nostra città, quello che le vittime di violenza si trovano a dover subire quando la loro tragedia diventa di dominio pubblico. Ci vuole un attimo e qualche lingua per farle passare da vittime a provocatrici e quindi, corresponsabili. 
Per questi motivi oggi il nostro pensiero sarà tutto a Montalto e ai vostri presidi.
Collettivo Fuori Genere da L'Aquila
http://fuorigenere.wordpress.com/


La notte del 31 agosto 2007, a Montalto di Castro, dopo una festa, una ragazza di 15 anni venne stuprata da 8 coetanei. Denunciò il fatto e si trovò a dover affrontare un processo per stupro. Il sindaco della città, Salvatore Carai, pagò 20.000 € di spese legali per gli otto accusati, che vennero “messi in prova” per 24 mesi dal Tribunale di Roma, che avrebbe poi potuto dichiarare “estinto” il reato. Loro dicono di aver scritto una lettera per dire il loro pentimento.
Il dolore della ragazza, però, non sarà dichiarato estinto.
Lei e la sua famiglia non hanno ceduto, nonostante le voci, nonostante le parole a mezza bocca, nonostante vivere nella città di chi ti ha umiliata in quel modo e il 13 aprile 2012, dopo quasi 5 anni, il processo finalmente ripartirà.
In quella giornata, i nostri pensieri saranno a Montalto di Castro.

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La dea work in progress

Il 2 giugno sarà un momento in cui ogni donna presente nella piazza si esprimerà nella maniera che le è più congeniale. Io ho deciso di farlo con un' opera di cui potete seguire qui sul sito il work in progress ma la cui realizzazione sarà visibile a Pesaro.

Buon lavoro a tutte
Ilaria Scalmani

 

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Appuntamenti

Roma, 21 marzo 2012

Lavoro o no?
Mercoledì 21 marzo 2012 ore 15.00
Sala delle Bandiere, via IV Novembre 149 Roma

Roma, lunedì 16 aprile

Articolo femminile duo
Lunedì 16 aprile ore 21.00
Roma  Teatro Golden

Trieste, dal 22 marzo all'11 aprile

  Espanzioni
Dal 22 marzo all'11 aprile 2012
Palazzo Brambilla Morpugo - Trieste

Fiume, 8-19 maggio

Espansioni - Art Watching
8-19 maggio 2012 ore 21.47
Fiume, Archivio di Stato

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